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Al momento stai visualizzando Progetto “BIMBI SICURI” a Strongoli con SIMEUP Crotone e UGDH Italia

Grazie all’iniziativa di UGDH ITALIA Il Sorriso di Aurora , la SIMEUP Crotone arriva a Strongoli per insegnare le manovre “anti-soffocamento” negli Adulti , Bambini e Lattanti.

Circa 50 bambini l’anno in Italia perdono la vita per soffocamento dovuto ad inalazione di cibo, giocattoli o altri piccoli oggetti. Il tutto in genere avviene in poco tempo: tutti questi bimbi potrebbero essere salvati se solo chi è con loro fosse addestrato ad eseguire semplici manovre “anti-soffocamento”.

La nostra Società da sempre considera l’apprendimento delle manovre salvavita un importante dovere di ogni genitore ed ogni persona che lavori a contatto con bambini. È per tale ragione che è impegnata nell’insegnamento di tali manovre servendosi di ISTRUTTORI Nazionali qualificati.

Il progetto bimbi sicuri  nasce dunque dalla volontà di diffondere la conoscenza e la pratica delle manovre di disostruzione respiratoria dei bambini . Chi di noi non ha mai temuto che al proprio piccolo il boccone “andasse di traverso”? Quante volte abbiamo provveduto a far sparire piccoli oggetti a rischio di inalazione trovati “per caso” dal nostro bimbo che con gran curiosità esplora il mondo “con la propria bocca”?

Purtroppo ad oggi in Italia circa 50 famiglie l’anno vivono la tragedia di veder improvvisamente strappato alla vita il proprio bimbo per soffocamento: che si tratti di cibo, giochi poco adatti, o a volte anche semplicemente il tappo di una penna trovato per caso, un bottone accidentalmente staccatosi da una camicia o un chiodino caduto da una parete.

Secondo dati ISTAT e della Società Italiana di Pediatria l’ostruzione da corpo estraneo è responsabile di circa il 27% delle morti accidentali in bambini di età inferiore a 4 anni, l’11,5%  in età compresa tra 5-9 anni ed il 4,7%  tra i 10-14 anni.

Titoli di cronaca quali “deceduto a 18 mesi per soffocamento mentre mangiava una carota” o ancora “soffocato da una biglia a 4 anni” presentano purtroppo un notevole impatto psicologico per ognuno di noi. Una cosa è certa: chiunque assista ad un bimbo che soffoca ha l’obbligo di intervenire e non può certo starsene a guardare. Purtroppo però il panico vuole che tale intervento si traduca il più delle volte in una serie di gesti inconsulti e poco coordinati che poco giovano a risolvere la situazione e che talora possono addirittura peggiorarla, come scuotere il bambino a testa in giù o mettergli le dita in bocca.

I gesti da compiere per salvare la vita ad un bimbo che soffoca sono in realtà molto più semplici di quelli che quotidianamente facciamo per guidare la macchina o usare il computer e possono essere eseguiti da tutti. Basta solo esserne a conoscenza!

“Sapersi muovere” in tali evenienze è un dovere di ogni genitore ed ogni persona che lavori a contatto con bambini dal momento che quando un bimbo che soffoca giunge in ospedale in genere è purtroppo già troppo tardi. Bisogna agire subito e bene. E deve agire chi in quel momento è col bambino.

Il progetto che si è svolto a Strongoli si concretizza in un corso teorico-pratico durante il quale un team di istruttori SIMEUP Crotone ha insegnato le manovre di disostruzione respiratoria ed alcuni  basilari elementi di primo soccorso attraverso prove pratiche su appositi manichini da addestramento. Il tutto si è svolto seguendo un iter didattico volutamente semplificato, accessibile a laici, e coerente con le più aggiornate linee guida internazionali per la rianimazione (International Liaison Committe on Resuscitation – ILCOR 2020). I contenuti del corso sono articolati in due sessioni consecutive intervallate da una breve pausa:

PRIMA SESSIONE

  • Nozioni generali
  • Quando agire e quando no?
  • Manovre di disostruzione nel neonato e lattante (prove pratiche)
  • Manovre di disostruzione nel bambino (prove pratiche)

SECONDA SESSIONE

  • Cosa fare se le manovre non hanno funzionato?
  • Elementi di rianimazione cardiopolmonare (massaggio cardiaco)

È stata una esperienza formativa preziosa alla quale ne seguiranno altre per favorire la conoscenza di tutte quelle azioni che ci consentono, in situazioni di emergenza e nell’attesa che arrivino i soccorritori qualificati,di aiutare una o più persone in difficoltà e fare, quindi, la differenza tra la vita e la morte.